Employee Advoacy: la promozione di un brand portata avanti dai collaboratori

Nella tua azienda hai collaboratori che ti supportano? Con ogni probabilità saranno felici di lavorare per te, e utilizzeranno, per libera scelta, qualcuno dei prodotti realizzati dalla tua azienda.

Employee Advocacy – Cos’è?

Qualsiasi sia il settore in cui operate, avrete probabilmente dei collaboratori che vi supporteranno ogni giorno nelle vostre attività quotidiane. Con ogni probabilità saranno felici di lavorare per voi, e utilizzeranno, per libera scelta, qualcuno dei vostri prodotti.

Quelli che, tra loro, troveranno il vostro prodotto valido, tenderanno a pubblicizzarlo tra amici e parenti, ad usarlo in maniera intensiva, magari mostrandolo sui social o in altri contesti l’orgoglio di far parte della vostra famiglia.

esempio

Mario, dipendente di Azienda di produzione impianti di carwashing, va a lavare l’auto con la famiglia in un impianto prodotto dalla sua Azienda. Mario, dopo aver lavato l’auto, fa un selfie con la famiglia scrivendo “orgoglioso di far parte della famiglia -nome azienda-“

Chiunque tenderebbe a fidarsi di un’immagine simile, facendo pesare poco nel contesto, il fatto che provenga da qualcuno legato al brand: ecco a voi la Employee Advocacy, ovvero la promozione di un brand o prodotto, disintermediata rispetto al marketing, spontaneamente portata avanti da qualcuno che lavora per l’azienda produttrice.

vantaggi

I vantaggi sono senza dubbio molteplici ed evidenti, a partire dalla maggiore credibilità del messaggio grazie alla disintermediazione del dipendente, che è persona e non marchio poiché si espone, ed esprime, in prima persona.

Accanto a questo si migliora la coesione del gruppo di lavoro, perché si favorisce la diffusione di un giudizio positivo sul prodotto mentre si aiuta la conoscenza delle attività interne all’azienda: pensate ai processi produttivi, alle condizioni di lavoro, all’ambiente in cui il dipendente opera.

Tutti valori e processi su cui l’azienda ha investito ma che possono non essere conosciuti internamente o peggio ancora non veicolati all’esterno.

Strategie di employee advocacy possibili

Ovviamente il miglioramento dell’immagine aziendale crea tutta una serie di esternalità positive: attrae talenti, crea interesse, produce pubblicità gratuità e favorisce la coesione aziendale.

Per raggiungere tali obiettivi è necessaria una strategia ad hoc, offrendo sempre la massima trasparenza: dovete anzitutto selezionare i soggetti più attivi e validi dopo uno screening interno, lasciando sempre libertà di espressione a tutti entro normali canoni che stabilirete insieme. Il vostro indirizzo o supporto non deve mai tradursi in burocrazia, controllo, mancanza di spontaneità e libertà: il rischio è di distruggere tutto ciò che si è creato o si potrebbe creare.

Ovviamente i dipendenti andranno stimolati: potete e dovete farlo tramite eventi dedicati (giornata tour fotografico, visita altro stabilimento, scambio posti di lavoro, etc.) e formazione ah hoc, cioè corsi e aggiornamenti forniti da professionisti, necessari a trarre il massimo dai propri contenuti, migliorando capacità e abilità.

Rischi

Oltre ai vantaggi, esistono anche dei rischi concreti: non è difficile immaginare come dipendenti arrabbiati, prodotti inadeguati e problemi interni possano trasformarsi in un boomerang per l’immagine aziendale. La valutazione ovviamente spetta a voi.

Tuttavia, le opportunità offerte sono cosi ricche, se sapute gestire, da superare tutti i rischi; fondamentale in questo senso è affidarsi, se non avete un ufficio marketing interno o se questo non ha le competenze necessarie, al supporto di un professionista esterno che dovrà ovviamente offrirvi una analisi completa, un piano di implementazione della proposta e dei KPI che vi diano misura del lavoro svolto e dei risultati raggiunti.

Hai bisogno di ulteriori informazioni?

Cerca

Articoli correlati

Iperammortamento 2026

Il nuovo iperammortamento 2026 sostituirà i crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0. L’agevolazione prevede una maggiorazione del costo d’acquisto del bene che permetterà di abbattere l’utile dell’azienda generando quindi una riduzione delle imposte in fase di redazione del bilancio.

Leggi tutto »

Nuova ISO 14001:2026 – Novità, tempistiche e cosa devono fare le aziende

Con la pubblicazione della nuova versione della norma sui sistemi di gestione ambientale nel 2026, è stato avviato il processo di aggiornamento per tutte le aziende certificate. La revisione introduce chiarimenti sui requisiti, maggiore attenzione a sostenibilità, rischi e integrazione con la strategia aziendale, confermando un periodo di transizione di circa 3 anni per l’adeguamento dei sistemi esistenti.

Leggi tutto »

Esaurimento fondi Transizione 5.0

In data 6 novembre 2025 alle 21:35, è stato firmato il decreto di “esaurimento risorse” per il Piano Transizione 5.0, senza alcun preavviso, nonostante una scadenza ufficiale delle domande al 28/02/2026 e nonostante una disponibilità residua di 3,7 miliardi di euro (sui 6,2 inizialmente stanziati dal Piano).

Leggi tutto »

Condividi questo articolo.

Facebook
Twitter
LinkedIn