Direttiva UE 2023/970: Obbligo di trasparenza sulle retribuzioni medie in azienda per genere

È la fine del cosiddetto “segreto salariale”, un cambiamento importo dall’Unione Europea per rendere il mercato occupazionale più trasparente ed equo, soprattutto nella lotta al divario retributivo tra uomini e donne.

Direttiva UE 2023/970: dal 7 giugno 2026, le aziende saranno obbligate a rendere pubblici i dati delle retribuzioni medie per ogni ruolo e le differenze retributive per genere.

È la fine del cosiddetto “segreto salariale”, un cambiamento imposto dall’Unione Europea per rendere il mercato occupazionale più trasparente ed equo, soprattutto nella lotta al divario retributivo tra uomini e donne.

Sapremo quanto guadagna in media un collega o una collega con le nostre stesse mansioni, ma non vedremo i dettagli del cedolino di nessuno. Solo rappresentanti dei lavoratori, ispettorato del lavoro o organismi per la parità potranno accedere a dati puntuali in caso di verifiche.

come adeguarsi?

Non sarà sufficiente rendere disponibili i dati ma sarà necessario:

  • dimostrare di essere in possesso di adeguate procedure di assunzione e gestione della carriera all’interno dell’azienda
  • dimostrare di aver implementato adeguati sistemi per la valutazione delle performance che permetteranno di assegnare bonus ai dipendenti.
  • dimostrare di aver definito politiche tese alla riduzione delle disparità di genere all’interno dell’azienda

obbligo di report periodico

Le aziende con più di 250 dipendenti dovranno pubblicare ogni anno un report sul divario retributivo di genere. Quelle con meno di 250 dipendenti lo faranno ogni tre anni. Se le differenze retributive tra uomini e donne, per mansioni equivalenti, superano il 5% senza giustificazioni oggettive, scatterà l’obbligo di una valutazione congiunta con i rappresentanti dei lavoratori per individuare e attuare misure correttive.

semplificazioni per aziende certificate pdr 125:2022 e/o con modelli organizzativi 231:2001

Le aziende già dotate di un sistema di gestione per la parità di genere secondo la UNI/PdR 125:2022 saranno già adeguate a questa novità normativa mentre tutte le altre aziende dovranno adoperarsi per non farsi cogliere impreparate ed evitare il rischio di incorrere in sanzioni.

Le aziende già dotate di un Modello Organizzativo ai sensi del D. Lgs. 231:2001 dovranno invece prevedere un adeguato aggiornamento del modello per ottemperare i requisiti della normativa.

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