integrare la parità di genere nei sistemi di gestione
Adottando la prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022, le organizzazioni dovranno integrare negli obiettivi aziendali anche i principi di parità di genere tra uomo e donna, modellando un Sistema di gestione documentato che coinvolgerà sei aree correlate a indicatori di performance (KPI) che condurranno ad un punteggio (scoring) determinante per l’ottenimento della certificazione da parte di un Istituto di certificazione:
- Policy aziendali etiche e lotta alla discriminazione;
- Organizzazione aziendale, nomina del comitato e monitoraggio degli indicatori;
- Processi di selezione e gestione delle risorse umane, formazione e modalità di comunicazione nel rispetto della normativa c.d. “Whistleblowing”;
- Garanzia della opportunità di crescita in azienda in forma neutrale rispetto al genere;
- Equità remunerativa per genere;
- Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro
calcola il beneficio fiscale
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Nessuno sgravio
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Sgravio parità
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Retribuzione mensile
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1.628 €
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1.628 €
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Onere contributivo mensile
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475 €
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470,25 €
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Onere assicurativo mensile
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120 €
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120 €
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Totale mensile
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2.223 €
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2.218,25 €
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Risparmio %
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0,3%
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obbligo per aziende con 50+ dipendenti
Parità di genere e corporate social responsibility
Questa progettualità potrà bene integrarsi con i sistemi di gestione già presenti in azienda (per es.: ISO 9001, ISO 45001, Modelli 231/01), valorizzando le azioni attuate ed i risultati ottenuti, e fornendo supporto alla elaborazione dei Rapporti di sostenibilità ESG secondo i GRI Index, di cui la parità di genere costituisce un fattore importante.
In base ai risultati ottenuti, le organizzazioni potranno ricevere la “Certificazione della parità di genere” secondo la prassi UNI/PdR 125:2022, con successivo monitoraggio annuale da parte dell’Istituto di certificazione. Alle aziende in possesso di tale certificazione sarà concesso un esonero dal versamento dei contributi previdenziali, in misura non superiore all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annuo. Tale beneficio comporterà per l’azienda la possibilità di ammortizzare i costi di consulenza e certificazione, soprattutto nel primo anno di applicazione, con ulteriore beneficio negli anni successivi.
Contattaci per una valutazione preliminare dello score e per l’elaborazione del progetto.
Fondimpresa Avviso 2/2026: ottieni fino a 50.000,00 € per la tua azienda
Contributo di 200,00 €/ora per max. 250 ore di attività formative erogate da personale esterno (es. MIP Consulting) e da personale interno (es. responsabile produzione).
Iperammortamento 2026
Il nuovo iperammortamento 2026 sostituirà i crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0. L’agevolazione prevede una maggiorazione del costo d’acquisto del bene che permetterà di abbattere l’utile dell’azienda generando quindi una riduzione delle imposte in fase di redazione del bilancio.
Nuova ISO 14001:2026 – Novità, tempistiche e cosa devono fare le aziende
Con la pubblicazione della nuova versione della norma sui sistemi di gestione ambientale nel 2026, è stato avviato il processo di aggiornamento per tutte le aziende certificate. La revisione introduce chiarimenti sui requisiti, maggiore attenzione a sostenibilità, rischi e integrazione con la strategia aziendale, confermando un periodo di transizione di circa 3 anni per l’adeguamento dei sistemi esistenti.
Esaurimento fondi Transizione 5.0
In data 6 novembre 2025 alle 21:35, è stato firmato il decreto di “esaurimento risorse” per il Piano Transizione 5.0, senza alcun preavviso, nonostante una scadenza ufficiale delle domande al 28/02/2026 e nonostante una disponibilità residua di 3,7 miliardi di euro (sui 6,2 inizialmente stanziati dal Piano).
Regione Piemonte: contributi per spese di consulenza per l’ottenimento di certificazioni volontarie
Il contributo è concesso a fondo perduto e copre tra il 50% e il 70% delle spese ammissibili, con un importo massimo di 100.000 euro per impresa. Le spese potranno riguardare consulenze, formazione, acquisto di beni e servizi strettamente legati al processo di certificazione.
Direttiva UE 2023/970: Obbligo di trasparenza sulle retribuzioni medie in azienda per genere
È la fine del cosiddetto “segreto salariale”, un cambiamento importo dall’Unione Europea per rendere il mercato occupazionale più trasparente ed equo, soprattutto nella lotta al divario retributivo tra uomini e donne.


