Verde o "tinteggiato di verde"?
Il Parlamento Europeo ha approvato le modifiche alla direttiva direttiva 2005/29/CE, con il documento “Responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde”.
La direttiva mira a tutelare i consumatori, contrastando le pratiche commerciali sleali mediante dichiarazioni ambientali ingannevoli o false (“greenwashing“), i marchi di sostenibilità o gli strumenti di informazione sulla sostenibilità non trasparenti, non credibili e non certificati.
Per rendere possibile la veridicità delle informazioni ai consumatori sulla “sostenibilità sociale” dei prodotti (condizioni di lavoro, i contributi di beneficenza, il benessere degli animali), è stato introdotto il divieto di “dichiarazione ambientale generica” non comprovata da evidenze di veridicità.
Oltre ai prodotti dell’impresa, la veridicità della sostenibilità sociale dichiarata è estesa anche alle attività degli operatori professionisti.
Per “dichiarazione ambientale generica” – e quindi da vietare – si intende:
- “rispettoso dell’ambiente“,
- “ecocompatibile“,
- “eco“,
- “verde“,
- “amico della natura“,
- “naturale“,
- “rispettoso degli animali“,
- “cruelty-free“,
- “sostenibile“,
- “ecologico“,
- “rispettoso dal punto di vista ambientale“,
- “rispettoso dal punto di vista del clima“,
- “che salvaguarda l’ambiente“,
- “a deforestazione zero“,
- “rispettoso in termini di emissioni di carbonio“,
- “neutrale dal punto di vista climatico“,
- “efficiente sotto il profilo energetico“,
- “biodegradabile“,
- “neutrale dal punto di vista della plastica“,
- “privo di plastica“,
- “a base biologica“
- o asserzioni analoghe, oltre alle asserzioni più ampie quali “consapevole” o “responsabile” che suggeriscono o danno l’impressione di un’eccellenza delle prestazioni ambientali.
Il divieto di utilizzare le espressioni generiche si applica quando non è dimostrata l’effettiva eccellenza della prestazione ambientale/sociale dichiarata o quando non vi sono prove scientifiche a supporto. Il divieto si applica anche quando la dichiarazione non è fornita in termini chiari ed evidenti nell’annuncio pubblicitario, oppure sulla confezione del prodotto o nell’interfaccia di vendita online.
Rimane la possibilità alle imprese di pubblicizzare i loro investimenti in iniziative ambientali purché la pubblicità non porti ad affermare che gli investimenti abbiano lo scopo di neutralizzare o addirittura rendere positivo l’impatto del prodotto sull’ambiente.
Articoli correlati
Fondimpresa Avviso 2/2026: ottieni fino a 50.000,00 € per la tua azienda
Contributo di 200,00 €/ora per max. 250 ore di attività formative erogate da personale esterno (es. MIP Consulting) e da personale interno (es. responsabile produzione).
Iperammortamento 2026
Il nuovo iperammortamento 2026 sostituirà i crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0. L’agevolazione prevede una maggiorazione del costo d’acquisto del bene che permetterà di abbattere l’utile dell’azienda generando quindi una riduzione delle imposte in fase di redazione del bilancio.
Nuova ISO 14001:2026 – Novità, tempistiche e cosa devono fare le aziende
Con la pubblicazione della nuova versione della norma sui sistemi di gestione ambientale nel 2026, è stato avviato il processo di aggiornamento per tutte le aziende certificate. La revisione introduce chiarimenti sui requisiti, maggiore attenzione a sostenibilità, rischi e integrazione con la strategia aziendale, confermando un periodo di transizione di circa 3 anni per l’adeguamento dei sistemi esistenti.
Esaurimento fondi Transizione 5.0
In data 6 novembre 2025 alle 21:35, è stato firmato il decreto di “esaurimento risorse” per il Piano Transizione 5.0, senza alcun preavviso, nonostante una scadenza ufficiale delle domande al 28/02/2026 e nonostante una disponibilità residua di 3,7 miliardi di euro (sui 6,2 inizialmente stanziati dal Piano).
Regione Piemonte: contributi per spese di consulenza per l’ottenimento di certificazioni volontarie
Il contributo è concesso a fondo perduto e copre tra il 50% e il 70% delle spese ammissibili, con un importo massimo di 100.000 euro per impresa. Le spese potranno riguardare consulenze, formazione, acquisto di beni e servizi strettamente legati al processo di certificazione.
Direttiva UE 2023/970: Obbligo di trasparenza sulle retribuzioni medie in azienda per genere
È la fine del cosiddetto “segreto salariale”, un cambiamento importo dall’Unione Europea per rendere il mercato occupazionale più trasparente ed equo, soprattutto nella lotta al divario retributivo tra uomini e donne.


